L’Armonia Sognata e la Realtà che stride


Diario di bordo – 5 Gennaio 2026
Rotta: Belluno – Bolzano – Trento – Pordenone.
Condizioni: Cielo limpido sopra le nubi, turbolenze al suolo.
Il Dirigibile Dolomiti galleggia sopra l’alba del 2026. Da quassù, il passaggio d’anno non è stato solo un cambio di calendario, ma un momento di rivelazione. Abbiamo cercato di tracciare una linea retta che unisse le Dolomiti in un unico destino, ma il radar ci ha restituito l’immagine di un arcipelago frammentato, dove ogni isola cerca la sua salvezza o celebra la sua gloria in solitudine.

  1. Il Miraggio dell’Armonia (Belluno e Trento)
    Il nostro telescopio punta subito su Belluno, dove il contrasto è quasi letterario. Mentre i comunicati ufficiali annunciano trionfanti che sarà Laura Pausini a incarnare lo “Spirito Italiano” e l’Armonia per le Olimpiadi del 2026, la politica locale recita un copione ben diverso, fatto di discordia. Il bilancio della gestione De Pellegrin viene bocciato dall’opposizione, che denuncia una mancanza di coesione interna proprio mentre la città dovrebbe prepararsi al grande salto.
    È strano osservare dall’alto questa dicotomia: si progettano grandi opere, come il Terminal Bus di Calalzo finanziato con un milione di euro, ma nel quartiere Nevegal i cittadini sono ancora costretti a riunirsi in assemblea per capire quale sarà il futuro del loro Colle, sospesi tra speranze di rilancio e problemi irrisolti.
    Più a ovest, a Trento, la musica cambia, ma solo in apparenza. Qui l’armonia è quella dei numeri: la Camera di Commercio approva un bilancio solido, sostenibile, pronto a investire in progetti ambiziosi. Il turismo registra il tutto esaurito, l’assessore Failoni parla di un 2025 da record. Sembra che il Trentino viaggi su un binario ad alta velocità verso il futuro, mentre Belluno arranca cercando di asfaltare le sue strade, come in via Col Cavalier, appena riaperta.
  2. Le Ombre sulla Neve (Cronaca)
    Ma è quando abbassiamo lo sguardo sulle cime innevate che la “rotta comune” si infrange tragicamente. La montagna, indifferente ai festeggiamenti umani, ha preteso il suo tributo. Abbiamo visto la sagoma immobile di un uomo a Misurina, stroncato da un malore sulla sua motoslitta, e abbiamo seguito con il cuore in gola le ricerche sulle Piccole Dolomiti, terminate con il ritrovamento del corpo di Simone Dal Bon, tradito da una scivolata di 150 metri.
    Mentre a valle si brindava, sul Lagazuoi due escursionisti restavano bloccati dal ghiaccio, salvati solo dall’intervento degli angeli del Soccorso Alpino. Da quassù, la montagna appare bellissima e terribile: un luogo dove la prudenza non è mai abbastanza, e dove l’euforia delle feste può trasformarsi in un attimo in silenzio eterno.
  3. La Città Inquieta (Bolzano e Feltre)
    Spostandoci sopra i centri urbani, il Dirigibile capta segnali di nervosismo. A Bolzano, la cartolina natalizia si macchia di insicurezza. Un furto al Temple Bar e una serie di “spaccate” in centro hanno fatto scattare l’allarme, costringendo la politica a chiedere più controlli proprio mentre i turisti affollano i mercatini.
    E non è solo una questione di microcriminalità: a Feltre abbiamo assistito a una scena da film d’azione, con un inseguimento tra auto rubate e biciclette conclusosi con tre arresti. Anche la festa più attesa, il Capodanno in piazza a Belluno, è stata annullata per motivi di sicurezza. La rotta della tranquillità, evidentemente, è ancora tutta da tracciare.
  4. Segnali di Luce (Friuli e Sport)
    Eppure, prima di rientrare all’hangar, il Dirigibile intercetta dei bagliori di speranza, quasi nascosti. Arrivano dal Friuli, dove a Udine e Pordenone si sta compiendo una rivoluzione silenziosa: l’apertura delle “Case della Comunità”, luoghi dove la salute torna ad essere vicina alle persone, 24 ore su 24.
    E c’è una luce diversa anche a Pordenone, dove il Capodanno si è festeggiato senza botti per rispetto degli animali, un segno di civiltà che brilla più dei fuochi d’artificio.
    Infine, lo sport ci regala l’unica vera immagine di unità territoriale: la squadra delle Dolomiti Bellunesi che va a vincere a Fontanafredda, in terra friulana. Forse è proprio lì, su un campo di calcio di Serie C, che le province hanno trovato quella rotta comune che la politica ancora insegue.
    Conclusione dal Dirigibile
    Rientriamo con una certezza: le Dolomiti del 2026 sono un mosaico complesso. C’è chi corre verso l’oro olimpico e chi inciampa nel ghiaccio o nella burocrazia. L’obiettivo del Dirigibile, per il nuovo anno, sarà continuare a osservare queste traiettorie diverse, sperando che prima o poi convergano davvero verso quell’Armonia promessa, che per ora risuona forte solo nelle canzoni, ma è ancora sussurrata nella vita reale.
    Passo e chiudo.

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