I “Santuari del Silenzio” non sono solo luoghi fisici, ma rappresentano un’identità collettiva nata in risposta all’industrializzazione della montagna. In questa settimana post-Natale 2025, il termine è tornato prepotentemente nel dibattito per definire quelle comunità e località che hanno scelto consapevolmente di non installare impianti di risalita o sistemi di innevamento artificiale, preservando l’integrità del paesaggio.
Ecco chi sono i protagonisti di questa resistenza silenziosa e dove si trovano:
1. Certosa (Val Senales) – Il Borgo del Silentium
È il simbolo assoluto di questo movimento. Certosa sorge sui resti di un antico convento di monaci certosini, dove il silenzio era una regola di vita. Oggi, il borgo promuove la Via Monachorum (il sentiero del silenzio), un percorso meditativo che rifiuta il turismo frenetico. Qui non si viene per le performance sportive, ma per ascoltare la montagna. È una delle poche località che ha registrato un aumento di presenze proprio tra chi fuggiva dal caos del “numero chiuso” di Madonna di Campiglio.
2. Val di Funes – La Regina della Contemplazione
Dominata dalle imponenti Odle, la Val di Funes è l’esempio di come la bellezza possa generare profitto senza cannoni sparaneve. Celebre per la chiesetta di San Giovanni in Ranui, la valle ha puntato tutto sulla fotografia, sul trekking invernale e sul mantenimento dei masi storici. È considerata un “Santuario” perché ha posto vincoli severissimi a nuove infrastrutture, preferendo restare “indietro” tecnologicamente per restare “avanti” ecologicamente.
3. I Borghi del Comelico e le Dolomiti Friulane
In queste aree, lontane dal lusso di Cortina, intere comunità hanno trasformato la marginalità in un punto di forza.
• Località come Forni di Sopra o i piccoli centri del Comelico stanno investendo nello scialpinismo e nelle ciaspole, rifiutando di partecipare alla corsa per l’acqua dei bacini artificiali.
• Sono definiti santuari perché offrono l’accesso a una natura “selvaggia”, dove l’unico rumore è quello dei propri passi sulla neve fresca (quando c’è) o sul ghiaccio naturale.
4. Santuari dello Spirito: Pietralba e San Romedio
Oltre ai borghi, il termine si riferisce ai luoghi di culto incastonati nella roccia che nel 2025 sono diventati mete di un turismo “di fuga”.
• Santuario di Pietralba (Nova Ponente): A 1.550 metri, è un’oasi barocca dove il silenzio è protetto da rigidi protocolli di accesso.
• Eremo di San Romedio (Val di Non): Pur non essendo nelle Dolomiti centrali, è diventato il punto di riferimento per chi cerca una “montagna dello spirito”, lontana dalle dinamiche commerciali degli skipass.
Perché sono “Stanziati” del Silenzio?
L’uso del termine “stanziati” (o residenti custodi) si riferisce al fatto che queste comunità non sono solo mete turistiche, ma gruppi di persone che hanno deciso di restare ad abitare la montagna alle sue condizioni.
Mentre nelle grandi Ski Area la popolazione residente diminuisce a favore delle seconde case, nei Santuari del Silenzio si osserva un timido ritorno di giovani agricoltori e guide che monetizzano non il movimento meccanico, ma l’autenticità del riposo.




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