Mentre i social si scannano sull’Uomo Gatto (lo “specchietto per le allodole”), lo Stato ha firmato un assegno in bianco da 328 milioni per coprire un buco di gestione, il tutto sotto gli occhi di un pubblico distratto.
La distrazione di massa perfetta Mentre l’Italia intera si indignava o rideva per la scelta dei tedofori, mentre i social venivano inondati di meme sull’Uomo Gatto e la torcia olimpica, sotto il tappeto delle Dolomiti veniva nascosta la polvere più costosa della storia recente. E noi? Noi eravamo troppo impegnati a guardare il dito per accorgerci che ci stavano sfilando l’anello.
La colpa non è dell’Uomo Gatto Smettiamola di puntare il dito contro gli organizzatori o contro i direttori dei giornali. Se la notizia più letta, condivisa e commentata della settimana nelle Dolomiti riguarda un personaggio di un vecchio quiz televisivo che porta la torcia olimpica, e non la fatica di migliaia di fondisti alla 3 Zinnen Ski Marathon, la colpa ha un solo, scomodo nome: la nostra pigrizia.
Il Paradosso del Lettore Compulsivo I dati non mentono. Un articolo che spiega la geologia delle Dolomiti o racconta la tecnica di un fondista richiede tre minuti di lettura. Troppi. Un meme sull’Uomo Gatto o un titolo urlato su “Scandalo prezzi!” richiede tre secondi. Perfetto. Siamo diventati lettori da dopamina: cerchiamo l’indignazione rapida, il sorriso beffardo, la polemica da bar digitale. Non cerchiamo la notizia, cerchiamo la conferma dei nostri pregiudizi o un facile intrattenimento. E i giornali?
L’Editoria del “Clickbait” come Sopravvivenza I media non sono i cattivi della storia, sono i cassieri di questo supermercato dell’attenzione. Hanno capito che la sostanza non paga l’affitto.
- Parlare della sicurezza valanghe? Porta pochi click e spaventa i turisti.
- Parlare dell’Uomo Gatto? Porta migliaia di visualizzazioni, commenti, condivisioni. Ogni click è una moneta, ogni condivisione è visibilità da vendere agli sponsor. Se il pubblico è un pesce rosso con una soglia di attenzione di 8 secondi, il giornale non può servire una cena di cinque portate; deve lanciare l’amo con un verme colorato. Hanno trasformato le Dolomiti in un set per raccattare spiccioli pubblicitari perché noi abbiamo smesso di comprare l’approfondimento.
Arriviamo al punto.
Nel silenzio della sostanza, è passata “quasi” inosservata la notizia vera, quella che dovrebbe far tremare i polsi molto più di una scelta di marketing discutibile: il Decreto Sport il Supercommissario Olimpico.
La Matematica che non torna (e che paghiamo noi) Ricordate la promessa? “Olimpiadi a costo zero per lo Stato”, “Modello low cost”. Parole che oggi suonano come una barzelletta amara. Parliamo solo delle Paralimpiadi. La realtà contabile è brutale: il governo ha dovuto stanziare 328 milioni di euro pubblici. La motivazione ufficiale? Finanziare le Paralimpiadi. Ma qui la matematica diventa un’opinione politica. Il costo stimato e preventivato per organizzare le Paralimpiadi era di 67 milioni di euro. Domanda: come si passa da 67 a 328 milioni?
Semplice: non si passa. Quei soldi “in più” non servono per comprare sci speciali o rampe d’accesso. Secondo quanto riportato da Report e da L’Indipendente, la creazione del Commissario e lo stanziamento di 328 milioni avrebbero l’effetto di coprire il disavanzo della Fondazione Milano‑Cortina. Il disavanzo organizzativo, quel “rosso” che non doveva esistere, viene sanato con i soldi dei contribuenti, etichettandoli come “spese per l’inclusione”. Un capolavoro di retorica: chi avrebbe il coraggio di opporsi ai fondi per gli atleti paralimpici? Nessuno. E così, sotto la nobile egida dello sport adattato, si paga il conto di una gestione che ha perso il controllo dei numeri.
Ed è tutto regolare. Decreti, modalità, stipendi…
Ecco il paradosso della nostra attenzione. Ci stracciamo le vesti perché un personaggio trash porta la fiamma, gridando al “disonore dello sport”. Ma non battiamo ciglio quando 328 milioni di euro (trecentoventotto!) vengono prelevati dalle casse pubbliche per tappare criticità nella gestione economica e nei ritardi delle opere, già oggetto di attenzione pubblica e parlamentare, contraddicendo ogni promessa fatta in fase di candidatura.
Il “rumore” dei meme è diventato la colonna sonora perfetta per coprire il suono dei bonifici. Le Dolomiti, patrimonio UNESCO, rischiano di diventare lo scenario non di una festa dello sport, ma di un salasso collettivo. E la colpa, ancora una volta, sarà di chi ha preferito commentare la tutina di un tedoforo piuttosto che leggere la Gazzetta Ufficiale.
La sostanza c’è, ed è fatta di numeri a nove cifre. Ma fa molto meno ridere dell’Uomo Gatto, e quindi facciamo finta che non esista.
Questa settimana ci ha insegnato che il nemico delle Olimpiadi 2026 non sarà la mancanza di neve o i ritardi nei cantieri. Sarà la nostra incapacità di guardare oltre la superficie. Siamo noi che, ormai, preferiamo guardare il superfluo (o il meme che prende in giro) piuttosto che focalizzare i contenuti. La notizia c’era. Eravamo noi a guardare dall’altra parte.
“Fact-Checking” editoriale – i documenti ufficiali:
1. La Cifra: 328 Milioni (Vero)
Il “Decreto Sport” (convertito in legge a metà 2025) ha effettivamente autorizzato una spesa fino a 328 milioni di euro per la gestione commissariale delle Paralimpiadi.
- La prova: Le agenzie battono che questi fondi sono stati prelevati da altre voci (incluso, polemicamente, il fondo “Omnibus”) e destinati formalmente all’ente commissariale.
2. Il “Buco” Reale: 67 Milioni (Vero)
Confermata anche la discrepanza. Le stime tecniche e le relazioni di bilancio della Fondazione indicavano una “scopertura” specifica per l’organizzazione dei Giochi Paralimpici di circa 67 milioni di euro (in alcuni documenti si parla di 70-80 milioni a seconda delle voci di costo vivo).
- L’anomalia: C’è una sproporzione evidente tra il fabbisogno dichiarato per l’evento specifico (67 mln) e lo stanziamento monstre (328 mln).
3. Il “Gioco di Prestigio” Contabile (Confermato dalle inchieste)
Le testate economiche e d’inchiesta confermano che l’extra-budget non serve solo per “rampe e servizi” paralimpici. I fondi sono stati blindati per garantire la continuità aziendale della Fondazione Milano-Cortina, che altrimenti avrebbe rischiato il default tecnico a causa dei mancati ricavi da sponsor (molto inferiori alle attese del 2019) e dell’aumento dei costi operativi. In pratica: abbiamo usato la “scusa” eticamente inattaccabile delle Paralimpiadi per salvare i conti dell’intero carrozzone olimpico.
4. L’Aggiornamento “Live” (Gennaio 2026)
C’è un dettaglio ulteriore che rende tutto ancora più grottesco e che possiamo aggiungere: Nonostante lo stanziamento sulla carta, in questi giorni di gennaio 2026 c’è un allarme liquidità. Il Commissario per le Paraolimpiadi ha segnalato ritardi nell’effettiva erogazione di cassa di questi fondi. Quindi: abbiamo stanziato 328 milioni pubblici facendo indignare i puristi dei conti, ma a meno di un mese dai Giochi i soldi faticano fisicamente ad arrivare a terra per pagare fornitori e servizi.
Fonti:
RaiPlayTrucchetto Paralimpiadi Milano-Cortina 2026 – RaiPlayhttps://www.raiplay.it/video/2026/01/Trucchetto-Paralimpiadi-Milano-Cortina-2026—Report-11012026-21d481fb-2af5-4a5b-8c16-09fdefdccfa2.html- L’INDIPENDENTECortina ’26: il Governo stanzia oltre 300 milioni di euro per coprire i …https://www.lindipendente.online/2025/08/07/cortina-26-il-governo-stanzia-oltre-300-milioni-di-euro-per-coprire-i-buchi-di-bilancio/
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- parolelibere.blogOlimpiadi Cortina: l’87% delle opere finanziate non c’entra niente con …https://parolelibere.blog/2025/12/17/olimpiadi-cortina-l87-delle-opere-finanziate-non-centra-niente-con-le-gare/
- LegambienteMilano Cortina, quello che i dati non dicono • Legambientehttps://www.legambiente.it/news-storie/milano-cortina-quello-che-i-dati-non-dicono
- Il Fatto QuotidianoOlimpiadi Milano-Cortina 2026: il conto sale a 2 miliardihttps://www.ilfattoquotidiano.it/2025/07/08/olimpiadi-milano-cortina-costi-miliardi-news/8054192/
- Mi-TomorrowOlimpiadi, Fondazione Milano-Cortina alla ricerca di soldihttps://www.mitomorrow.it/online/primo-piano/olimpiadi-




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